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Zen, Flusso, Timeline

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Entrare nel flusso, per me rappresenta uno stato di coscienza diverso da quello di ogni giorno, qualcosa di simile a una esperienza mistica. Vuol dire raggiungere improvvisamente, spesso con una folgorazione improvvisa, quel miracoloso “istante di tutti gli istanti” in cui la mente cede le armi, la ragione si arrende e il tuo io cosciente smette di lottare. In modo del tutto spontaneo, il conflitto che ti agitava fino a un istante prima si dissolve. Diventi¬†uno con il nodo stesso, finche questo si scioglie. Tutti i tasselli del mosaico tornano al loro posto, lasciandoti “fluttuante” in una straordinaria sensazione di pace.

In stato di flusso, mi e’ possibile “comprendere” ci√≤ che la mente razionale si sforza tuttalpi√Ļ di “capire”. Un esempio tipico e’ la percezione del tempo, che e’ fluida e non segue una logica lineare, come ho potuto sperimentare.

La nostra timeline, o percezione della linea temporale, e’ davvero soggettiva. Null’altro che una rappresentazione della nostra mente. Io questo, a livello razionale, lo sostenevo gi√† da tempo, come assunto filosofico. E tuttavia, e’ stato sorprendente vivere questo paradosso nella mia esperienza. Un conto e’ capire con la mente qualcosa, un altro conto comprenderla con il proprio corpo, nella propria carne.

Non e’ vero che non hai mai tempo. Pi√Ļ tempo ti prendi, pi√Ļ ne hai. E’ la percezione di esso a fare la differenza. E’ che ci comportiamo in modo da corrispondere alla nostra immagine mentale, al modello rappresentazionale che, senza rendercene conto, abbiamo scelto e sul quale strutturiamo tutte le nostre esperienze. Riconoscere e scardinare la matrice di tali modelli rappresentazionali significa sbloccare un enorme capitale di risorse ed energie impiegate al solo scopo di tenere in vita la matrice stessa.

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